R2 Spettacoli & TV del 1 ottobre 2014

Venuti: “Il mio disco scritto con il giornale sotto il braccio”.

Parla di temi attuali il nuovo album del cantautore siciliano “Il tramonto dell’Occidente”, omaggio a Franco Battiato

 

IL TITOLO è forte: Il tramonto dell’Occidente . E non è il titolo di un saggio di politica o di storia, ma quello del nuovo album di Mario Venuti. Un album bello e ricco, musicalmente molto diretto, fortissimo nei testi, frutto della collaborazione tra Venuti e Francesco Bianconi, autore e leader dei Baustelle.
«Con Bianconi ci conosciamo da diversi anni, con reciproca stima, e da molto tempo volevamo fare qualcosa insieme », dice Venuti, «Quando lo abbiamo fatto è nata la canzone che apre il disco, Il tramonto dell’Occidente . Volevamo provare a fare una cosa con la quale parlare del mondo di oggi, qualcosa che dalla fine degli anni Settanta nella musica italiana si fa con maggiore difficoltà ».

I commenti sociali oggi sembrano passare per due estremi: disperazione e voglia di riscatto.
Li ritroviamo nelle canzoni di Venuti. «Ci attraversano entrambi i sentimenti, a seconda dei momenti, dell’umore della giornata, siamo tutti un po’ delusi, la crisi ci ha fiaccato nei desideri. Ma al tempo stesso non siamo disperati. Possiamo vedere luci diverse in questo tramonto, si attraversa la notte buia e tempestosa e poi arriva l’alba, la speranza. Le canzoni sono entrambe le cose, non sono ottimiste o pessimiste».

Raccontare non solo “il tramonto dell’Occidente”, ma anche la crisi in cui viviamo rende il progetto di Venuti assai ambizioso. «Accetto di correre il rischio, anche quello commerciale, canzoni di questo tipo non sono favorite dalla discografia e dai media che cercano lavori rassicuranti. L’altro rischio dello scrivere canzoni “col giornale sotto il braccio” è quello di essere superato dagli eventi e che le canzoni diventino vecchie. È evidente anche nell’album, abbiamo parlato delle primavere arabe, la gioventù che si ribellava contro i despoti ci è sembrato un segno di speranza e ora sono sfiorite».
Una cover dei Wilco, un brano con Battiato, le voci di Giusy Ferreri e Alice: adesso ci sarà la “prova su strada”, con un tour che attraverserà tutta l’Italia, «un tour nei club, niente gente seduta, proponendo i brani dell’album ma anche le mie vecchie canzoni che possono convivere con queste e con la musica della mia band».

Di certo l’accoppiata con Bianconi, con l’aggiunta di un altro bravissimo autore come Kaballà, ha riportato Venuti alla dimensione di un lavoro di gruppo, come quello che faceva agli esordi con i Denovo. Ritorno al passato? «No, anzi uno sguardo in avanti, il lavoro collettivo è confronto, sfida, miglioramento, raccogliere input e farli crescere. Ognuno di noi ha cercato di entrare nel mondo dell’altro, mettendo insieme atmosfere diverse, rock, pop, il minimalismo degli anni Ottanta, in contrasto con il piglio intellettuale, ironicamente apocalittico. Se si vuole è la formula di Battiato, che noi tutti amiamo: avevamo il malcelato intento di fare “la voce del padrone” degli anni duemila…».

di ERNESTO ASSANTE (Repubblica del 1/10/2014)

 

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