A Catania vi farò una sorpresa (La Sicilia)

Arriva in Sicilia il tour “Il Tramonto dell’Occidente” un viaggio con piglio rock attraverso 20 anni di carriera.

La Sicilia – 3 dicembre 2014

«Mi sono sottoposto a dosi massicce di aerosol e ora la voce funziona» sospira Mario Venuti, tormentato da una tracheite che gli ha fatto annullare le prime date del tour Il Tramonto dell’Occidente in procinto di sbarcare con ben tre tappe in Sicilia: domani 4 dicembre ai Candelai di Palermo,il 18 dicembre al Centro Zo di Catania e il 19 dicembre al Centro multiculturale Officina di Messina.
A dominare la scaletta del concerto il progetto ideato, scritto e musicato con Francesco Bianconi dei Baustelle e l’ormai fraterno collaboratore Kaballà.

Un viaggio dal tramonto all’alba nella mente e nello spirito dell’uomo moderno, nel corso del quale Mario Venuti inserisce alcuni frammenti del passato. «Brani legati per assonanze musicali, come Nella Fattispecie, che ha sonorità anni Ottanta, le stesse che ispirano Il Tramonto dell’Occidente – spiega – O per tematiche: ho voluto unire Persuasione (canzone dei Denovo, ndr) a Tutto appare, ho riscoperto Un italiano senza macchia dall’album Microclima per affiancarlo a Fammi il piacere, per mettere in rilievo questo mondo di furbi, ed ho ripreso Ballata per una città, sempre da Microclima, per par condicio con Palermo e con Passau a cannalora che riguarda Catania».

Accompagnato dalla sua nuova band – Pierpaolo Latina (tastiere), Filippo “Fifuz” Alessi (percussioni), Antonio Moscato (basso), Donato Emma (batteria) e Luca Galeano (chitarra) – Mario Venuti si è rituffato nel calore e nell’intimità dei piccoli club, quasi a ripetere il percorso solista che cominciava proprio vent’anni fa con l’album Un po’ di febbre e la canzone Fortuna, titolo quanto mai beneaugurante e brano che non può mancare anche in questo tour, inserita nei bis insieme con Veramente e Mai come ieri. «Sono assenti è vero molti dei miei pezzi più popolari – sottolinea – ma ormai il canzoniere è vasto e sono costretto a fare scelte drastiche».

«La dimensione dei club, comunque, io l’ho sempre frequentata – riprende l’ex Denovo – purtroppo in questo tour mi devo rammaricare per il peggioramento del livello del circuito dei club. In molte città, come Napoli, mancano strutture del genere, in altre, la stessa Roma, sono fuori mano. Molto meglio Catania, dove ci sono il Centro Zo, il Ma, i Mercati Generali, peccato non ci sia più la sala Lomax: forse non sono luoghi ideali, ma sono gestiti con passione, con amore, con cura».

E Mario Venuti come è cambiato in questi vent’anni?
«Ci vorrebbe lo psicanalista per rispondere… – ride – Forse non è cambiato per nulla, ma in effetti è cambiato. Prima avevo un rapporto molto viscerale nella creazione artistica, c’era una ricerca minuziosa, per sedimentazione. Oggi approfitto del caso, vado più d’istinto, colgo l’attimo».

E il pubblico è cambiato in questi venti anni?
«Mantengo il mio “zoccolo duro”, ma tranne poche isole felici, noto che oggi c’è molta superficialità in giro, poca curiosità e attenzione verso le novità. Il pubblico è succube della televisione e dei personaggi che vengono sfornati dai talent. È un panorama molto degradato. Ai miei tempi si andava ai concerti per curiosità, oggi dilagano le cover band: la gente vuole sentire cose che già conosce».

Per il concerto di Catania avevi promesso alcune sorprese? Ci saranno Francesco Bianconi e Kaballà?
«Le sorprese ci saranno, ma non sono ancora in grado di anticiparle. Bisogna vedere gli impegni di ciascuno, ma qualche sorpresa ci sarà sicuramente».

Tra le canzoni che infiammano il pubblico, i due singoli del nuovo album Il ventre della città e Tramonto, che apre il concerto subito dopo l’intro di Perché e che sul palco ha un piglio più rock, certamente Crudele e poi Un altro posto al mondo, due canzoni sanremesi, «e la mia sorpresa è che la seconda è la più applaudita, sebbene sia stata eliminata subito dal Festival è rimasta nel cuore di tanta gente».

Ma l’ex Denovo non è un artista dai grandi numeri, semmai dalle grandi e lunghe imprese. Le sue canzoni, dopo vent’anni, risuonano come dei classici della canzone d’autore, migliorano invecchiando, come i migliori vini.

 

mario venuti concerti

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